Opere di

Ida Angelici


Invisibili amori

Profili strappati e sdrucite vesti
agghindano fiere le esili forme
che incedono stanche con sorrisi mesti
e accanite calcano le proprie orme

Forme sottili di magra fattezza
allungano scarne invisibili mani
vincendo il disagio di tale bassezza
che cibo li porti a destarsi domani

Mani sottili di ossa deformi
trafiggono il giorno di ignari passanti
ma sono impalpabili nei loro contorni
per chi li considera sporchi briganti

Sporchi sicuro, e spesso straccioni
ma solo negli abiti e nella sfortuna
con anime candide e cuori padroni
di amori latenti gridati alla luna

Amori strazianti di fredde stagioni
che gelano spesso in corpi indigenti
lasciando il posto a spietate prigioni
e severe condanne ad eterni tormenti

Ma il sole si impone e colora la vita
non chiede il suo prezzo, continua a scaldare
curando nel cuore ogni aperta ferita
donando a chiunque il potere d’amare.


L’odore della musica

Coerente volava tra ruvidi olimpi
fin dentro il mio nodo e timpani lesi
da aspro flagello, radice dei vinti
esercito avverso di uomini offesi

subivo il momento nuotando spedita
tra gioie assopite da estrema algia
pesando in silenzio con mano smarrita
quel suono leggero di grande armonia

sorpresa fiutavo di pregna narice
l’odor melodioso tra note garbate
sui tasti del piano di cupa vernice
fuggivano dita a danzar mescolate

l’eterea fragranza diritta colpiva
e senza voler il coraggio infondeva
in me che la sorte temevo cattiva
una nuova speranza flessuosa nasceva


Belle donne e donne belle

Orfane di bellezza, donne figlie di timore
Di un severo tempo maestro di verità,
che impone coraggio ed amore

Tradite, da elogi effimeri e finte affezioni
Si ingannano ancheggiando
nel vanitoso tragitto di vite e di stagioni

corrono affannate dietro un’abbagliante luna
che risplenda ancor visi tumidi e tirati
di fresca moderna scultura

Ah specchi ipocriti ed ingannevoli riflessi
Ridateci il fascino dei nostri solchi
Dolcemente profondi, carezzevoli e spessi

Esibiti in volto come segni fatati
Di amorevoli braccia che teneramente cullan vite ed amori passati

Lasciateci goder del film che scorre in lentezza
nelle nostre rughe
magiche storie di gioventù farsi saggezza

La bellezza cresce e con noi matura
A cibar l’amina profonda e spavalda
Ed un coraggioso amor per vita e per natura

L’imperativo è amare, anche se il tempo passa
E passa il buio nell’ intimità nostra
A cercar conforto nel suo trasporto che non cessa

Specchiati allora nei suoi occhi di dolcezza
Dove il tuo ritratto immutato è l’unico custode,
prezioso scrigno, di verità e bellezza.


Il velo bruciato

Hai giocato ignara
con la meraviglia degli anni
superando lieve
la marea del dolore

Persuasa di sopportare
infinite miserie
da iniqua sfortuna
e complice d’amore

L’orizzonte intanto
alza il suo vecchio tiro
e devia la vista
da giorni contrari

mentre abbracci di lana
infiammano l’inverno
sorridi ai tuoi giorni
con sguardi chiari

Hai giocato con la luce
a colorar le stelle
di vento dolce
e azzurro cielo

hai lambito il sole
con sprovveduta mano
scaldando l’anima, ma
bruciando il suo velo.



Il Club degli Autori - Concorsi Letterari - Montedit - Consigli Editoriali - Il Club dei Poeti
Chi siamo
La Rivista
La voce degli Autori
Tutti i nostri Autori
Per iscriversi
ClubNews
Il notiziario gratuito
Ultimi inserimenti
Homepage
Avvenimenti
Novità & Dintorni
i Concorsi
Letterari
Le Antologie
dei Concorsi
Tutti i nostri
Autori
La tua
Homepage
su Club.it