Scivolato nel Tempo

di

Patrizia Albanese


Patrizia Albanese - Scivolato nel Tempo
Collana "Le Schegge d'Oro" - I libri dei Premi - Poesia
14x20,5 - pp. 40 - Euro 7,50
ISBN 979-1259510686

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In copertina: illustrazione dell’autrice


Pubblicazione realizzata con il contributo de Il Club degli Autori per il conseguimento del II posto nel concorso letterario Ebook in… versi 2020


Prefazione

La silloge di Patrizia Albanese, dal titolo “Scivolato nel Tempo”, nasce da una costante volontà della poetessa di ricercare il senso autentico dell’esistere, intraprendendo un percorso lirico che si nutre d’una dimensione superiore, ben consapevole della limitante condizione dell’Uomo.
La sua Parola, profondamente sentita, intensa e vibrante, è protesa a cogliere tali evidenze esistenziali attraverso un lirismo che s’incarna nella tensione a scandagliare l’umano cammino come fosse “sospeso/sul baratro della ragione”, conducendo infine alle “curve infinite” delle emozioni, superando l’umana illusione e svelando l’essenza profonda d’una visione lirica che “scivola nel tempo”.
La visione di Patrizia Albanese è ricolma si segni lirici che diventano Parola, forte e seducente, per indagare l’umano sentire, che si accompagna ad una continua propensione a percepire il mondo naturale con le sue suggestioni, ed ecco allora dispiegarsi una galleria d’immagini: dall’onda che si infrange sullo scoglio, al reiterato rimirar il cielo stellato, fino alla Luna che “illumina il volto”.
La sua poesia si genera da una sorgente di “purezza”, come un canto offerto in dono e capace di rinnovare e svelare i “misteri del vivere”, diventando “nutrimentum spiritus” che avvolge l’animo ed alimenta il “magico sogno”, preservando sempre “l’umano candore”.
Patrizia Albanese è poetessa assetata d’assoluto e, con estrema passione, si catapulta nel “gioco del tempo”, che incessante scorre e lentamente consuma, ricercando “echi lontani” e “verità presunte”; navigando tra “splendore d’oblio” e “disegni incompiuti”; nutrendosi “d’eterno” e d’un senso di ineluttabile destino: “Oscura maestoso/le ore di breve /cammino/il nulla bramoso/d’umano destino”.
Nel processo lirico la visione diventa armonia musiva che penetra nel cuore e disvela le metamorfosi del mistero dell’esistenza, rivelando infine l’essenza profonda che aiuta a comprendere il senso autentico della vita, superando la terrena fragilità: e la poetessa estrae dal suo giacimento emozionale tali percezioni liriche che s’incarnano nei “celestiali abissi”, negli “spazi infiniti”, nei “bagliori di vita” e nelle salvifiche emozioni.
L’umana incessante ricerca, anche davanti al Nulla, anche davanti alle “domande senza fine”, tende sempre a cercare di comprendere e disvelare l’enigma dell’umano “fugace passaggio”: ecco allora che “l’essere/ scivolato nel tempo” si tramuta in versi e dona nuova luce col desiderio di estrapolare le verità dell’esistenza, le multiformi presenze d’un mistero sentito nel profondo dell’animo.
La linfa lirica scorre nei “disegni tracciati”, negli ultimi barlumi che custodiscono la volontà della poetessa d’una immersione in una dimensione superiore per oltrepassare l’immagine dell’essere umano come “naufrago”, poco più di un “involucro mortale”, che contempla il cielo, in attesa della fine.

Massimo Barile


Premessa

La raccolta rappresenta la mia ricerca del senso dell’esistenza attraverso la ragione e che porta necessariamente alla constatazione dei limiti di questa dimensione di cui l’uomo dispone.
La conseguente consapevolezza della finitezza e della fragilità dell’essere umano di fronte all’Universo è ciò che origina tale ricerca insieme alla volontà di comprendere.
La scrittura diventa, per me, un mezzo per contemplare quello slancio tutto umano e inconsapevole, proteso verso ciò che ci trascende; è il tentativo di cogliere, attraverso la parola, ciò che lega lo spirito dell’uomo all’essere e al tutto cui partecipa.
Questa tensione, disperata quanto vana che ha prodotto i versi della mia silloge, è la ricerca di quel sacro e irraggiungibile che è parte dell’universo e dell’uomo stesso.

L’Autrice


Motivazione del presidente della giuria del premio letterario “Ebook in… versi” 2020

«La silloge di Patrizia Albanese nasce da una costante volontà di ricercare il senso autentico dell’esistere intraprendendo un percorso lirico in una dimensione superiore, seppur ben consapevole della limitante condizione dell’Uomo.
La sua Parola, intensa e penetrante, è protesa a cogliere tali evidenze esistenziali attraverso un lirismo che s’incarna in una tensione che conduce alle “curve infinite” delle emozioni, superando l’umana illusione e svelando l’essenza profonda d’una visione lirica che “scivola nel tempo”».


Scivolato nel Tempo


Notte

Nel buio d’umano cammino
si fanno ammirare le stelle
ricolme di sogni son belle
si scordan dell’uomo il destino.

Mai sazia d’eterno girare
si muove nel tempo
la terra
mentre l’uomo gioca alla guerra
e ogni tanto si ferma a pregare.

Puntuale con sguardo pietoso
regala i suoi morbidi veli
ogni luce di vita cela.

La notte che reca riposo
al fluire di stanchi pensieri
voluttuosa d’oblio si svela.


Evoluzione

Ti sei ritrovato stupito
accanto al fuoco
diventava parola
il quotidiano pensiero
hai lasciato i segni
hai domato la belva.

Sei tornato stanco
a raccogliere terra
dal sudore hai imparato
il mestiere dell’uomo
la dignità.

Hai provato a capire
l’umano sentire
nella paura
come un bambino
hai urlato il dolore.

Essere ignaro
hai penetrato il mondo
innalzato trofei
mentre ancora cerchi
attonito
una ragione.


Nel braccio di Orione

Ti lasci incantare
seguendo
con occhi infantili
la curva infinita,
ti accorgi sorpreso
dell’astro nascente
osservi curioso
il manto leggero.

Nello spazio ti culli
sul moto perpetuo,
ti commuove
il pensiero del Bene
che terra muove
e innalzi le braccia
a ciò che consola.

Con passione
rimuovi misteri
navigando
solo e guardingo
nel braccio di Orione.


Ascolta Terra

Oh grigia, grigia Terra
che di te dipingi paesaggi
che di te la vita respira
e offri il tuo nutrimento
con calorose braccia.

Ascolta Terra
l’andare del Tempo
con la scia odorosa
che segue l’alito tuo.

Guarda il frutto antico
che con occhi bambini
si crogiola di Conoscenza
e continua a scrutare
mentre cerca di amarti
in assenza di Ragione.


Sera

Trattiene il mare
quell’ultimo
fievole raggio
dall’ombra oscurato
e viene sera.

S’infrange l’onda
che bianca ritorna
sospinta dal vento
mai paga
allo scoglio.

Diventa musica
quando Nettuno
al suo passaggio
il ciel stupisce.

Tacciono ormai
le voci del giorno
rincorrono sogni
da quiete rapite

Dai lumi sfinite
tacciono anche
le ingenue parole
assetate di stelle.

[continua]


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