In copertina: Foto di Engin Akyurt da Pixabay – valentines day-3940842_1920 da Pixabay (License to use Pixabay License – Libera per usi commerciali)
Albo d’oro del concorso
Racconti di:
Egidio Farina
Luigi Di Legge
Antonio Crescenzo
Ivana Londero
Valentina Montella
Olga Gordeeva
Susanna Movsisyan
Lucia Lo Bianco
Marilena Parro Marconi
Paola Treppo
Prefazione
Esiste un’Italia che non si trova sulle mappe geografiche, ma che pulsa nel ritmo di un passo sull’acciottolato, nel profumo del caffè che sale dalle finestre socchiuse e, soprattutto, negli sguardi delle donne che ne abitano le storie. In questa raccolta, un sottile filo rosso ricompone frammenti di esistenze femminili che, pur nella loro apparente quotidianità, rivelano valori universali. Le protagoniste di queste pagine non sono eroine distanti, ma donne fatte di seta e di pietra: custodi di tradizioni antiche e, al tempo stesso, pioniere di desideri nuovi.
Attraverso i loro occhi, la narrazione esplora la forza della resilienza e la fragilità della speranza, tracciando un ritratto corale della femminilità attraverso le generazioni. Al centro di ogni vicenda vibra il sentimento amoroso, inteso non solo come legame romantico, ma come bussola e forma di conoscenza autentica.
L’ultimo giorno della mia nuova vita affronta con scrittura poetica il crollo delle architetture sentimentali. Quando il “copione” di una relazione – tanto opprimente quanto rassicurante – viene meno, si spalanca la via verso una verità liberatoria.
In Onde flessuose i suoi capelli, l’amore materno si fa sacrificio silenzioso e legame viscerale con la propria terra. La protagonista, Anica, evolve da vittima a guerriera: la sua resilienza non è più mera sopportazione, ma l’audacia necessaria per abbattere le prigioni sociali e costruire un terreno solido per il futuro dei figli.
Il distacco terreno si trasforma in favola in Eclissi, dove l’amore materno sfida la morte in un momento letterario tenero e straziante: qui, il sentimento di una madre si fa luna eternamente luminosa, immune a ogni oscurità.
È puro incanto, invece, il legame in Cloe: un amore resistente alle intemperie familiari, alla fatica e al trauma della guerra; una bellezza fatta di consuetudine e di un dialogo che prosegue oltre le parole.
In Elsa, la nostalgia muta in follia. La “pazzia” di questa dolente figura non è un velo pietoso, ma l’unico modo per preservare il ricordo dei figli e del marito barbaramente uccisi. Una brace perpetua che divora l’umanità della protagonista, ma ne alimenta la memoria.
La raccolta tocca il suo vertice drammatico con L’ultima messa (primo classificato). Il suicidio di Marta segna il punto di rottura di un’anima schiacciata da una collisione violenta con l’esistenza, in cui la dualità tra vittima e carnefice svela un ciclo di dolore mai rielaborato.
L’Italia che fa da sfondo a queste storie non è un semplice scenario, ma un personaggio vivo: è la tradizione che si tramanda nei gesti di una ricetta antica in Oltre il guado; è l’eco della piazza che custodisce segreti e delitti passionali ne Le lussuriose. È quel misto di desolata malinconia e desiderio di rinascita che muove il protagonista de Il roditore. Infine, la giovane protagonista di Conto su di me incarna l’urgenza dell’emancipazione odierna: non solo un traguardo economico, ma un atto di resistenza psicologica per rivendicare il diritto al futuro in un mondo privo di certezze.
Leggere queste storie è come sedersi a un tavolo in una sera d’estate, con le finestre aperte: si ascoltano voci che sanno di casa, si riscoprono sapori dimenticati e ci si accorge che, in fondo, ogni vita è un romanzo che merita di essere scritto.
Con l’augurio che queste pagine possano essere per il lettore uno specchio in cui riflettersi o una finestra aperta su un orizzonte nuovo, ma sempre profondamente umano.
Buona lettura.
Monica Colombini
Presidente della Sezione Narrativa del Premio Città di Melegnano