Leonardo Altieri
L’isola e la capanna
(sulle onde del tempo)
Costruimmo la prima capanna sulla riva,
là dove il fiume sommessamente canta,
là dove la nostra fuga giovanile diveniva
un rifugio di speranza non ancora infranta.
Ma un giorno triste la trovammo devastata.
Attraversammo la passerella che ondeggiava,
non accettando che la nostra tana fosse crollata,
mentre il pianto del fiume ci accompagnava.
Errammo a lungo in quel bosco nostro
dove, solo, io ritornai più tardi a ricordare,
dove canneti e acacie per noi erano un chiostro
in un tempio di verde su cui poter sostare.
Vagammo a piedi scalzi in uno sciacquio assorto
quando un’isola solitaria apparve fra le sponde.
Decidemmo che il nostro covo sarebbe lì risorto;
incidemmo i nostri nomi sulle pietre fra le onde;
iniziammo ad accumularvi fasci di canne e rami;
nascondemmo fra gli scogli fionde e cerbottane.
Il bosco dalle rive ci mandava i suoi richiami,
che si mescolavano con sogni di mete lontane.
Ma poi l’onda ci prese e ci spinse altrove.
Non tornammo più fra quei sassi e quelle piante.
Eravamo alla ricerca di isole e capanne nuove,
via da quella quiete scelta per un solo istante.
E così ci ritrovammo nelle università occupate,
fra migliaia di giovani nella Piazza Maggiore,
a gridare nuovi sogni in assemblee appassionate,
con la speranza di un mondo giusto e migliore.
Ormai sono perdute nel silenzio di quella riva
l’isola e la capanna dei nostri sogni adolescenti
che erano accarezzati dall’acqua che fuggiva
verso mete ignote, lasciandoci lì frementi
su quell’erba esile e nuova e quegli antichi sassi
che la corrente ininterrottamente aveva lavato,
dove credevamo ci fosse sosta per i nostri passi,
ma che le onde del tempo ci hanno poi rubato.
Lucio Postacchini
Autunno
Vedo cader le foglie,
Sento il rimpianto
Di vita giovanil
D’amor perduto.
L’Autunno toglie il velo,
E lo svanir dei sogni
E le speranze infrante
Accoglie nel suo seno.
Stagion di nostra vita
Fors’ultima tu sei,
E puoi svelar gl’inganni
Puoi dire ove è il vero.
Colori dell’Autunno
E quiete tutt’intorno,
La pace che or vediamo
Vorremmo in dono.
Mariagrazia Rossi
Meraviglie del mare
Sensazioni che riecheggiano
ascoltando il calmo e gradevole
suono del mare,
spinto dal leggero spirito del vento,
come una tranquilla ninnananna,
onde si susseguono una dopo l’altra,
allargandosi sulla riva.
Nel mare a largo,
con il suo colore azzurro intenso,
affascinante e quasi ipnotizzante,
con il suo carezzevole movimento delle onde,
mi libera,
con i semplici odori del mare,
mentre cammini,
di lì vicino, la chiara sabbia,
di un colore pacifico,
pur sempre carezzevole,
scrivo con il dito
qualche parola sulla sabbia
bagnata della riva,
piccole parole segrete
e dopo l’onda,
che avrebbe cancellato la scritta,
il mare avrebbe chiuso il segreto,
sarebbe rimasto placidamente taciturno,
e con la sua danza di tempesta, non avrebbe mai rivelato…
il tanto custodito segreto.