Antologia delle più belle poesie del Premio I Poeti dell’Adda 2025

di

Autori Vari


Autori Vari - Antologia delle più belle poesie del Premio I Poeti dell’Adda 2025
Collana "Le Schegge d'Oro" - Le Antologie dei Premi Letterari
15,5x21 - pp. 44 - Euro 10,00
ISBN 9791259514141

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Antologia delle più belle poesie del Premio di Poesia I Poeti dell’Adda 2025


In copertina: «Ponte sull’Adda» Foto di Aldo Gallo (License to use Pixabay License – Libera per usi commerciali)


Prefazione

Questa antologia lirica rappresenta la testimonianza offerta dagli Autori che hanno partecipato al premio letterario I Poeti dell’Adda 2025, promosso dal Club degli autori.
Desidero rivolgere il mio sincero apprezzamento a tutti gli Autori che hanno proposto le loro liriche con il desiderio di alimentare la visione poetica, sovente capace di diventare strumento per illuminare il percorso esistenziale.
Si avverte chiaramente che la Poesia viene sentita nel profondo dell’animo e che, grazie a tale processo, si può penetrare e spaziare in una dimensione superiore.
Il flusso continuo delle multiformi testimonianze dell’universo emozionale che ogni Autore custodisce nell’animo diventa substantia stessa di questo importante processo creativo.
Nella galleria delle composizioni poetiche ecco allora che vengono messi in evidenza i percorsi relativi a profondi scandagli interiori, i sommessi recuperi memoriali, le intense emozioni legate ad eventi che hanno segnato fortemente l’esistenza, le inquietudini e gli smarrimenti, le sofferenze e le speranze, le immancabili illusioni e le rivelazioni del cuore.
Tutto si miscela e conduce all’urgenza d’una interpretazione poetica e al desiderio di comunione, oscillando tra complessi stati d’animo ed illuminazioni liriche, senso d’abbandono e visioni malinconiche.
Il processo poetico viene quindi proiettato verso una nuova dimensione grazie alle sollecitazioni dell’universo emozionale e le poesie si tramutano in “offerte” elargite dalle poetesse e dai poeti.
Il mondo lirico diventa comunione dei sensi, eco della memoria e voce del dolore, rappresentazione delle contraddittorie e misteriose manifestazioni del vivere, infine, atto liberatorio che si tramuta in incantamento e fascinazione, offrendo una Parola lirica capace di suscitare l’animo.
Il mio ringraziamento a tutti gli Autori che hanno contribuito alla creazione di questa antologia e un augurio per un proficuo lavoro.

Massimo Barile
Presidente della Giuria del premio letterario I Poeti dell’Adda


Antologia delle più belle poesie del Premio I Poeti dell’Adda 2025


Cosimo Castello

Una Carezza sottovoce

Questa mattina mi sono svegliato
mentre sognavo di vederti
camminare in mezzo a un campo
di grano
che toccavi delicatamente i fiori
di papavero e di fiordaliso,
che amavi tanto prima di andare
in Paradiso.
Che bello, amore mio, ammirare
il tuo viso illuminato da un tuo
dolce Sorriso.
Avrei voluto, in quel momento,
farti una carezza sottovoce,
ma una forte emozione mi ha
spento il tono della voce
per lasciare spazio alle lacrime
che mi scendevano dal cuore.
Ho preso subito carta e penna
per immortalare, con parole
appropriate,
l’espressione d’amore che mostravi
alla vista di ogni fiore.
Ma la forte emozione mi impedisce,
ancora, di trovare le parole
per eternare una dolce poesia d’amore,
spinto dal desiderio dell’anima mia,
ma mi è preclusa ogni via.
Così sono rimasto, ancora una volta,
solo con il mio dolore sempre più forte,
che mi ha lasciato aperta solo una feritoia
per farti una carezza sottovoce
perché le mie mani non hanno voce:
Ciao Amore,
ti amo e ti amerò sempre, con tutto il cuore.


Oswaldo Codiga

55 anni di matrimonio!

(Fernanda e Oswaldo – 27 giugno 1970/27 giugno 2025)

In molti si chiedono come mai
qualcuno resiste così tanto tempo e tanti anni assieme…
non c’è nessun “segreto”…
non c’è nulla di particolare…
c’è solo la voglia e il desiderio di risolvere assieme
i molti problemi della vita!
Sì… di trovare assieme le soluzioni
che per ogni problema non mancano mai!
È abbastanza avere la voglia di cercarle…
abbassare una volta ciascuno una spalla…
mai fissarsi o pretendere di avere ragione a tutti i costi…
rispetto ci vuole… pensarle e studiarle assieme
le cose che bisogna fare…
essere capaci di dividere tutto quello che
ci gira attorno… sempre…
con poche parole e gesti da sempre usare…
come: amore e rispetto!
Mai mancare con il bacio della buona notte…
con il saluto al mattino…
vivere assieme nel bene
e purtroppo quando capita anche nel male!
Mai lasciarsi con il muso…
buttare via l’essere magari un po’ arrabbiato…
buttare via l’egoismo… sempre…
essere e presentarsi contento e gentile… sempre…
con una carezza ogni tanto…
che non ha mai fatto male a nessuno…
con quelle poche parole e gesti
da sempre usare e mai dimenticare:
amore e rispetto…
un mazzo di fiori freschi al centro del tavolo di casa
è profumo e amore… sempre!


Marco Frison

L’argine

Forse,
un giorno tornerò
a calpestare la terra
dei miei padri;
a rinnovare le orme
del loro tempo
e a gridare tra i filari
delle vigne
il richiamo del bimbo,
mentre il fiume s’ingrossa
sugli argini sfondati
partorendo il suo limo
sul nuovo letto
tra le nostre
case sparse.


Eco

Ho colto una rosa
quella sera,
sera di primavera
Vellutato petalo purpureo
iride come l’iris sfolgorante
soave armonia di profumi;
Stelo spinoso che porti il bocciolo
come Eco sei svanita,
solo la tua voce rimane in me.
Sarà ancora un sogno rivederti
e lenire questa mia atroce solitudine,
donami ancora una volta,
e una volta il tuo cuore.


Gioacchino Eduardo Lazzara

Cenere

Cenere nera, danza leggera
nel soffio del vento,
sacra la polvere, così mi trasformerò.
Vita vissuta, in un corpo mortale.
Cenere sacra, preghiera silente,
custode di storie, di un’anima ardente.
Ritorno alla terra, abbraccio profondo
in un ciclo senza fine, nel grembo del mondo.
Cenere terrestre, ritorno alle origini,
polvere, corsi e ricorsi dell’esistenza.
Questo sarà il mio corpo, un giorno lontano,
parte del tutto, nel destino dell’umanità.
E mentre il vento mi porta lontano,
sappi che in ogni granello si cela l’arcano.
Si nasconde il mistero di ciò che rimane.


Amedeo Millefiorini

Antonella

In questo maggio
fulgido ed aulente appari
come un bocciolo di rosa.
Hai il volto grazioso,
dalla carnagione ambrata,
le chiome morbide e nere,
gli occhi castani, intensi,
che sembrano parlare,
una bocca perfetta,
appena dischiusa
in un sorriso radioso,
una voce soave,
un personale attraente
e tornito, simile a quello
di una ninfa silvestre.
Ti sono stato vicino
in un periodo difficile
della tua vita
e mi hai ripagato
con riconoscenza
e forse anche
con un poco di affetto.
Tornata da un periodo
di vacanza nel tuo lontano
paese, risplendi felice
come un piccolo sole
che allontana e rischiara
la sera che inesorabile
sta giungendo anche per me.


Catia Morellini

Profumo

Camminando nel sole sei la mia ombra.
Correndo sotto la pioggia il mio riparo.
Il mio fuoco acceso che mi aspetta in una giornata fredda.
Sei il profumo di un fiore che arriva inaspettato.
La fragranza del pane caldo che riempie di buono l’aria del mattino.


Scelta

Cercami nel pianto disperato di un neonato.
Tra i petali ormai appassiti di una rosa rossa.
in un sorso di vino d’annata, in un dolce fatto con la marmellata.
Sarò lì ad aspettare sempre incredula a domandarmi perché
tra tanta gente hai scelto me.


Respiro

Quando non hai respirato l’aria pulita di affetto nell’età giusta, facilmente
nella vita ti mancherà il fiato.
Rincorrerai il respiro di chiunque ti prometta vento.


Saverio Rosso

Opera 6^ classificata

Secondo anniversario

La mia anima decrittografata persiste stralciata
e percossa da impetuosi sciami di strali che trapassano i giorni
e le stagioni
e gli eventi che triturano il dolore
sbriciolandolo in malinconiche facelle danzanti
sui gelidi e silenti marmi.
Pindarici pensieri di giovinezza
ardua esistenza
e morte violenta, inaspettata, ingiusta
non abbandonano le mie scosse membra, che
spesso
trovano rifugio nei tuoi insegnamenti
nella tua dedizione
e nel tuo amore terreno ed etereo
che ora passeggia con noi in ogni istante
asciugando i nostri passi imperlati da incessanti stille…
ma mentre osservo i dolci occhi un poco smarriti
ed il tiepido scodinzolare del mio nuovo amico
ripenso alle tue parole
e disteso
chiudo i cigli sorridenti
in un lungo sospiro sussurrato alla tua grazia.


Alessia Scali

Ouroboros

Fra recondite brame
Sovente ho sognato lacerare
La dimora che, sola, mi è concessa.

Ho conosciuto chi vita nuova s’è fatto
Come fenice dalle ceneri cocenti.
Ho strisciato tra le umane genti,
Scorticando il mio animo
Per fare la muta.

Chiunque vibri le corde del mio cuore,
Avvinghia un laccio di Medusa alle mie membra.

Vergogna, chiamano,
Vergogna!
Chi serpe si crede con la serpe banchetti!

Striscia, lacera, rode, brucia e
Ritraendosi
Una catarsi di squame.


Transennato d’edera
È il ceppo macchinico
Di Prometeo.


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