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Antologia dei racconti vincitori del Premio Marguerite Yourcenar 2025


Albo d’Oro del concorso


Indice

Presentazione di Massimo Barile – Albo d’oro – «Qui e là» di Elena Giovanna Fillia – «Un amore condiviso» di Andrea Paggi – «Insonnia» di Danilo Pigozzi – «La bottiglia di Amos Casarsa» di Andrea Rossi – «Lo strano caso del signor P.» di Paolo Valenti – «L’anello» di Gabriella Pizzala – «Vagoni affollati e falsi controllori» di Rolando – Guerriero – «Parentesi oniriche» di Pierpaolo Fiore – «Hora Azul» di Maria Concetta Mignosa – «Sala d’attesa» di Renato Attolini – «Karlspaltz» di Michela Bertolini – «Una ricerca» di Anna Chiara Ronchi


Presentazione

La presente antologia comprende le opere degli Autori che hanno partecipato e vinto al premio letterario Marguerite Yourcenar, edizione 2025, indetto dalla Montedit – Sezione Club degli autori.
Prima di tutto desidero rivolgere il mio ringraziamento a tutti gli Autori e, poi, complimentarmi con coloro che, grazie alle qualità letterarie dei racconti, sono risultati tra i dodici finalisti.
Durante la lettura dei numerosi testi ho riscontrato la costante attenzione a scandagliare le molteplici manifestazioni dell’animo umano; la propensione ad indagare le multiformi personalità messe in scena nei vari racconti; la capacità di miscelare la realtà e l’invenzione letteraria, con una continua tensione a voler fissare, in modo fedele, le personali intenzioni narrative.
Tali processi di ricerca diventano strumenti per svelare ciò che viene celato nelle zone più segrete dell’animo, nelle labili percezioni, nelle minime anomalie di atmosfere, sovente, sospese e misteriose, irreali e surreali, tra recuperi memoriali, rivisitazioni delle esperienze esistenziali, evocazioni e visioni oniriche.
La multiforme galleria dei protagonisti creati dagli Autori rappresenta, simbolicamente, un percorso narrativo di attenta indagine delle metamorfosi e delle contraddizioni della vita che nasce dalla sensibilità degli stessi Autori.
I racconti sono pervasi di profonde riflessioni relative alle dinamiche dell’esistenza e di smarrimenti del proprio sé, fino a voler “scomparire”; cosparsi di travagli durante i difficili percorsi sentimentali, di consapevolezza delle condizioni di dissidio interiore in cui vivono i protagonisti: e tali evidenze, tra simboliche rappresentazioni e inevitabili disvelamenti, dominano le varie scene narrative.
A tutti Voi il mio sincero augurio di un proficuo lavoro.

Massimo Barile
Presidente della Giuria del Premio Letterario
Marguerite Yourcenar – sezione narrativa


Albo d’Oro della XXXIII Edizione del Premio Marguerite Yourcenar 2025

Questo volume raccoglie i racconti che hanno vinto la trentaduesima edizione della sezione Narrativa del Premio Letterario Marguerite Yourcenar. Questa la classifica finale del concorso:

Questo volume raccoglie i racconti che hanno vinto la trentatreesima edizione della sezione Narrativa del Premio Letterario Marguerite Yourcenar 2025. Questa la classifica finale del concorso:

Finalista C – 1^ classificata ex aequo con l’opera «Qui e là» Elena Giovanna Fillia, Buttigliera Alta TO. Questa la motivazione della Giuria: «Elena Giovanna Fillia racconta un simbolico viaggio in treno che non prevede la fermata in un “luogo preferito”, spostandosi da una parte all’altra dell’Europa, perché “ogni luogo ha la sua bellezza”, e che vede come protagonista una donna, immersa in una dimensione che pare sempre ricercare un “altrove”, cullata dal rumore ipnotico del treno, sospesa sempre “tra un qui e un là”, senza più tempo né spazio.
La sua mente è dispersa in un vortice di pensieri mentre osserva i viaggiatori, come fa sempre durante i suoi continui viaggi e, poi, l’incontro inaspettato con un ragazzo che sarà fermato dalla polizia perché privo di documenti, rappresenterà il simbolo della differenza delle condizioni esistenziali tra gli esseri umani.
La narrazione coglie pienamente lo stato d’animo della protagonista grazie ad una scrittura intensa ed efficace». Massimo Barile

Finalista G – 1° classificato ex aequo con l’opera «Un amore condiviso» Andrea Paggi, Bruxelles BE. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Andrea Paggi coglie, in modo attento e critico, le problematiche collegate all’utilizzo ossessivo del cellulare nell’odierno mondo tecnologico.
L’immagine del figlio che, al cospetto del padre ricoverato in ospedale e prossimo alla morte, inizia a postare alcune foto col padre e a scrivere messaggi ricevendo numerosi “like”, diventa espressione fedele della totale follia alla quale siamo giunti.
La breve narrazione non risparmia alcuno dei protagonisti e diventa simbolo di un autentico dramma sociale che stiamo vivendo e che non rispetta neanche la morte». Massimo Barile

Finalista H – 3° classificato con l’opera «Insonnia» Danilo Pigozzi, Rescaldina MI. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Danilo Pigozzi narra la vicenda d’un uomo che soffre d’insonnia senza capirne la causa e decide di voler svelare il problema per metter fine al “vagabondare della sua mente”.
La narrazione è immersa in un’atmosfera misteriosa, enigmatica ed irreale, nella quale il protagonista si trova al cospetto di un alter ego e, insieme alle persone che osserva nella sua ossessionante visione notturna, si ritrova intrappolato in una dimensione spazio temporale che si ripete senza fine, in un “recesso estraneo al mondo conosciuto”, una “singolarità” che si arricchisce “periodicamente” di nuovi attori.
Danilo Pigozzi rende letterariamente, in modo perfetto, l’atmosfera irreale e paradossale del racconto, grazie ad una scrittura precisa che cristallizza fedelmente il totale smarrimento di persone definite “ombre irrisolte” e la sensazione di “annichilimento” che domina la scena». Massimo Barile

Finalista M – 4° classificato con l’opera «La bottiglia di Amos Casarsa» Andrea Rossi, Merano BZ. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Andrea Rossi riporta le riflessioni di un assassino, sia esso un militare o un killer professionista poco importa, ormai inchiodato davanti alle sue responsabilità e che si difende chiudendosi nel “silenzio più assoluto”, erigendo un simbolico muro che preservi il suo mondo dove dominano “ordine e pulizia”, la precisione, la perfezione del gesto, la volontà di “fermare lo sguardo” della sua vittima nello stesso istante in cui “ferma la sua vita”.
Tali evidenze narrative vengono fissate fedelmente in un racconto duro e crudo, capace di coglierne gli aspetti più spietati e di scandagliare le più recondite percezioni del protagonista, riportando il suo mondo parallelo che “sta in un mirino”». Massimo Barile

Finalista N – 5° classificato con l’opera «Lo strano caso del signor P.» Paolo Valenti, Milano MI. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Paolo Valenti mette in risalto le contraddizioni e le fragilità d’un uomo che cerca il riscatto, ma ha la consapevolezza che il suo impegno è del tutto inutile e, in ultimo, si rende conto che “non gli rimane che continuare a correre” nella solitudine del suo animo.
La storia narrata vede come protagonista un uomo che è stato licenziato dal lavoro e che, nella sua vita, ha commesso molti errori: ecco allora che decide di “correre” e partecipare alla gara podistica di uno sperduto borgo contadino che diventa il palcoscenico della prova di un atleta capace di vincere la gara, nonostante il dispiacere dei suoi colleghi e l’avversione del direttore del personale che lo ha licenziato. Il processo narrativo risulta decisamente efficace nel cogliere gli aspetti più profondi della personalità del protagonista». Massimo Barile

Finalista I – 6^ classificata con l’opera «L’anello» Gabriella Pizzala, Bereguardo PV. Questa la motivazione della Giuria: «Gabriella Pizzala propone un racconto ironico e divertente che fonda la sua trama sull’attesa d’un anello, un pegno d’amore, purtroppo durata così a lungo da far svanire “l’incantesimo”.
Dopo una serie di discorsi inutili da parte dell’uomo, numerose visite ai gioiellieri, valutazioni economiche e vari ripensamenti, ormai l’anello diventa un “miraggio”.
Inaspettatamente arriva il fatidico regalo dell’anello ma, nella sua mente, ormai rappresenta “un semplice pezzo di metallo” che verrà restituito alla prima occasione dopo un insignificante litigio.
La simbolica attesa dell’anello assume funzione taumaturgica e conduce alla consapevolezza del valore da assegnare alle “occasioni” della vita: una sorta di rivelazione». Massimo Barile

Finalista E – 7° classificato con l’opera «Vagoni affollati e falsi controllori» Rolando Guerriero, Pisa PI. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Rolando Guerriero è ambientato in un’atmosfera surreale d’uno scompartimento ferroviario con viaggiatori ammassati nei corridoi e riporta la storia d’un uomo, ricercatore della facoltà di agraria, che deve confrontarsi con casuali incontri di persone che fanno parte della multiforme e complessa umanità.
Durante la narrazione emerge che il protagonista vive un dissidio tra “momenti d’entusiasmo” durante i quali crede di poter risolvere le difficoltà più complesse e “momenti di depressione” nei quali si abbandona impotente alla “fatalità” della vita.
Il racconto di Rolando Guerriero risulta ironico e, a tratti, anche divertente, dimostrando la capacità di passare al vaglio d’uno sguardo critico le molteplici contraddizioni e fragilità dell’essere umano». Massimo Barile

Finalista D – 8° classificato con l’opera «Parentesi oniriche» Pierpaolo Fiore, Acri CS. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Pierpaolo Fiore diventa rappresentazione d’una profonda riflessione sulle dinamiche esistenziali da parte del protagonista che avverte la nostalgia per la “leggerezza” e la spensieratezza del tempo passato quando era ragazzo ed oggi, al contrario, deve fare i conti con gli affanni, i doveri e le preoccupazioni quotidiane di una vita che “non gli appartiene più” e tale consapevolezza sconquassa il suo animo.
La dolce malinconia ammanta tali riflessioni, spolverate del desiderio di “tornare indietro nel tempo”, come a voler risentire il “batticuore provato al primo innamoramento”, la felicità durante le vacanze estive con la famiglia, i gesti d’amore di sua madre ed il recupero memoriale diventa dolce ricordo quando rammenta la figura dell’amato nonno.
La narrazione coglie e fissa il travaglio interiore d’un uomo che comprende di accettare la realtà, che diventa consapevole di dover far tesoro del passato e vivere intensamente il presente, per comprendere la sostanza più autentica della vita dissolvendo le ombre che oscurano la mente». Massimo Barile

Finalista F – 9^ classificata con l’opera «Hora Azul» Maria Concetta Mignosa, Roma RM. Questa la motivazione della Giuria: «Maria Concetta Mignosa viviseziona la condizione esistenziale d’una donna che rivisita la sua vita matrimoniale e si rende conto che ha vissuto del “riflesso” d’un marito sempre insoddisfatto che ora ha deciso di lasciarla.
Durante la narrazione viene fissato l’”arabesco” di emozioni che fluttuano nella sua mente e, dopo l’attenta analisi della sua esistenza, emerge la consapevolezza che rimane solo un senso di vuoto che la assale e deflagra nel suo cuore: ecco allora che la simbolica immagine della sua casa, sempre in perfetto ordine, tutta linda e quasi “asettica”, diventa lo specchio fedele della sua condizione esistenziale». Massimo Barile

Finalista A – 10° classificato ex aequo con l’opera «Sala d’attesa» Renato Attolini, Busto Arsizio VA. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Renato Attolini riporta all’orrore dei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale e ai crimini perpetrati dai tedeschi.
Il doloroso ricordo di una povera ragazza e, soprattutto, il suo sguardo di condanna, annichiliscono un uomo in età avanzata che gli siede davanti all’interno della simbolica sala d’attesa in una dimensione atemporale: lui è un ex ufficiale della Gestapo e lei è stata una delle molte vittime della sua crudeltà.
La narrazione sconquassa l’animo e penetra nel cuore, diventa condanna morale per un “assassino” chiamato a dover affrontare l’ultimo giudizio, quello divino». Massimo Barile

Finalista B – 10^ classificata ex aequo con l’opera «Karlspaltz» Michela Bertolini, Palma de Mallorca Iles Balears Espana E. Questa la motivazione della Giuria: «Michela Bertolini propone un racconto che vede come protagonista un uomo, completamente immerso, direi fagocitato, nella sua vita, tra contratti d’affari e responsabilità, che si ritrova catapultato in una dimensione dove gli avvenimenti si ripetono in continuazione e incontra sempre uno strano e misterioso individuo. Durante il processo narrativo l’assurdo viene messo in scena, le anomalie temporali e le visioni che sembrano generate da uno stato allucinatorio, si susseguono fino all’ultima immagine in dissolvenza “il riflesso d’un uomo che si incammina verso la fermata del tram”». Massimo Barile

Finalista L – 12^ classificata con l’opera «Una ricerca» Anna Chiara Ronchi, Villanterio PV. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di Anna Chiara Ronchi propone una storia d’amore che nasce dall’incontro di due archeologi con la stessa passione per l’arte greca e lo stesso “sogno” di ritrovare l’Arca di Kypselos, preziosa arca in legno di cedro con intarsi in avorio, databile al VI secolo a.C. e andata perduta all’epoca di Dione Crisostomo.
Dopo numerose ricerche trovano finalmente alcuni frammenti del fregio della famosa Arca e tale scoperta rappresenta ciò che hanno sempre desiderato, dopo un lungo percorso d’indagine coraggiosamente perseguito senza mai rassegnarsi, che conduce al “sogno” di vivere insieme.
La breve narrazione rende, in modo perfetto, le dinamiche esistenziali dei protagonisti ed il racconto si conclude con un degno sigillo». Massimo Barile

Antologia dei racconti vincitori del Premio Letterario Marguerite Yourcenar 2025


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