Il fascino del futuro


Tra Roma e Cartagine


IL FASCINO DEL FUTURO

Bibliografia

Roma ha quei tempi aveva una enorme potenza militare ed erano in pochi coloro che osavano ribellarsi in quanto l’esercito Cartaginese era fra i pochi che cercavano di resistere a tale forza e la pace hai tempi delle guerre puniche era veduta e vissuta in molti come di difficile realizzazione ma le sorti di un’ avamposto Romano e di un paese Cartaginese potranno mutare ?.
Al futuro l’ardua risposta.


Capitolo I

La guerra ennesima era iniziata da alcuni giorni e alcuni romani si erano avvicinati al campo cartaginese con astuzia e con coerenza… quindi senza farsi scoprire!!! giusto quindi il fatto che alcuni temerari si avvicinarono un po’ meno in lontananza cercando di prendere in considerazione alcune vie di fuga che si consideravano come fattibili da alcuni di loro esperti in fatti di guerra che come veri strateghi organizzano una eventuale e veloce ritirata che sembrava di già qualcosa di rilevante nel successo dell’ operazione.
Ad un certo luogo e ad una data che stabilimmo cercammo di radunarci tutti la mattina presto ed eravamo in quattro così ci mostravamo giovani e forti.
Un soldato comune e un altro a salire di grado si avvicinarono ad un muro che era di perimetro ad un piccolo villaggio e ci trovavamo nei pressi del Mare Mediterraneo che era una massa di acqua in quel periodo navigabile che con una piccola e veloce barca era facile da attraversare.
Ma come se i romani non avessero abbastanza armi e non fossero esperti nell’ arte della guerra l’imbarcazione era attraccata in una insenatura che faceva pensare ad una momentanea pausa quindi ad una temporanea pace sino al successivo scontro.
Senza tanti pensieri i quattro vennero avvicinandosi ad una corda molto spessa a cui faceva capo un ferro uncinato che se sembrava essere ben tesa permetteva a questi coraggiosi di cominciare la loro avventura che se scavalcavano il muro di cinta alto circa due uomini e che se era resistente perché fatto di mattoni era come irrobustito da tutte le armi che vi si trovavano all’interno in quanto il popolo cartaginese era pronto all’avventura ma di certo non sapevano come regolarsi dicevano i nostri comandanti nel dire agli avventurieri come fare per trattenere il loro sangue così avverso che ribolliva nelle vene pieno com’ era di odio verso Cartagine in quanto opposta a Roma e ad un certo punto… come al solito in perlustrazione ci avvicinammo verso un deposito di pugnali e spade e lì vicino vi era infatti l’addetto alla forgiatura che come se combatteva con tanta ferocia questo popolo che era così importante nella loro forza e ha tutto faceva pensare tranne che ad una facile convivenza che era così robusto che pareva molto forte e non doveva essere solo un’apparenza di tutto si sentiva come incredibile se non la dolcezza della spada e la resistenza della sua lama.
Come se avessero sangue gelido nel cuore un soldato cartaginese si vantava di aver ucciso un giovane romano maldestro in armi tale che ad un certo punto si passava anche a fil di spada vari guerrieri già stanchi della loro vita.
Ad un certo posto si doveva riunire il nostro gruppetto di esploratori che se passare a una parte all’altra dell’ accampamento doveva servire a far un resoconto completo dell’ esplorazione era cosa facile riunirsi ad una ora della mattina quando il sole iniziava a sorgere era un fatto che sarebbe dovuto succedere di lì a poco tempo.
Un soldato fu’ presto sorpreso da una giovane ragazza che si comportava con un modo di essere che voleva significare una tipica ragazza cartaginese ma se né innamorò e disse che avrebbe portato con lui il ricordo di quel giorno come se qualcosa era accaduto.
Ad un certo momento anche i soldati cartaginesi si accorsero che stava succedendo la nascita di una stella luminosa che se era un fatto che accadeva da millenni era sempre qualcosa di nuovo come se era l’inizio della creazione che voleva significare per molti abituati alla guerra che l’uomo nasceva e moriva in questo periodo storico con molta facilità come la nascita e la morte del giorno che era qualcosa di più di un fatto naturale.
Come spiegare un continuo ripetersi di un evento così importante e allora ecco che tutto accade…!!!! ci trovammo presto noi quattro affianco al muro di cinta e recuperammo la fune che gettammo verso il lato esterno dove il ferro uncinato venne recuperato da alcuni romani che ci fecero il saluto appena eseguito il salto.
Ad un certo punto ci radunammo tutti intorno e sguainammo la spada e guardandosi le spalle l’un con l’altro come se con fatto risolutivo corremmo verso il nostro campo base dove tutti i nostri amici dicevano fra di loro..!! intanto che correvano allontanandosi come il sole che aveva creato il giorno… un soldato aveva dovuto fare un rapporto completo ad un suo superiore menzionando un fatto.

Il fatto è che il rapporto prevedeva un elenco completo di tanti elementi consistenti in un discreto gruppo di uomini e poche donne giovani ma proprio di un numero esiguo di persone che si erano mostrate capaci di una convivenza con compagni d’armi.. uomini cioè.. Cartaginesi che erano posti come pronti all’ attacco in quanto quest’ultimi erano bellicosi e il deposito d’armi ricco di lance e spade come se alcuni ci volessero poco ad armarsi e il resto della marmaglia guerriera era prossima ad amalgamarsi e agire.
Agire era una parola cartaginese che voleva dire uccidiamoli e questo voleva significare prendere forza e straziare gli avversari.
Ora c’erano derrate alimentari in abbondanza e allo stesso tempo vino e acqua potabile che portava allegria e benessere a tutti quanti visto che il popolo cartaginese era dedicato a qualunque tipo di festeggiamento in caso di vittoria sul campo.
Quando era ormai giorno… raccolti i dati di una cernita di tutti i fatti e dati raccolti!!! il graduato romano non seppe che cosa pensare ed erano in gran numero e molto ben armati tanto che per i romani la battaglia era perduta e occorreva scrivere un dispaccio per informare i superiori di quanto accadeva in quel piccolo avamposto così vicino a Cartagine.
L’avamposto era piccolo perché da tempo richiedeva uomini e il dispaccio ribadiva questa cosa come indicativa di una questione importante di quanto rivelato dal resoconto del gruppo avventuriero.
È ora di ripararsi dicevamo tutti che come sembrava ad un occhio esperto presto sarebbe iniziato a piovere in quanto nubi nere si addensavano all’ orizzonte e facevano molta paura i ricordi di forti piogge che avevano portato tanta distruzione tra le genti di questi due antichi popoli che con fatti nomadi hai nostri cervelli pensavamo che questi pensieri e paure dovevano essere trasmessi ha molti.
Oggi era un giorno da ricordare presto e sarebbe dovuto arrivare un temporale ma di più quello che rimaneva impressionante era il fatto che dall’ acqua ci si poteva difendere con un momentaneo riparo mentre lo stesso poteva dirsi per il vento ma non la possibilità d’intraprendere un viaggio in mare che ne comportava un azzardo troppo forte e allo stesso tempo destava molti pericoli.
Con fatti risolutivi perché prese di atto sembrava che dovevamo capire e accettare che eravamo troppo pochi per resistere ad un loro attacco!!!! Cartagine ad onor del vero era per adesso troppo forte.
Molti di noi sostenevano che non sarebbero sopravvissuti e qualcuno sarebbe diventato uno schiavo che sarebbe riuscito soltanto a sognare la propria morte come se la cosa più opportuna era ridere di questa situazione che incresciosamente ribolliva in tutti noi perché sapevamo che non vi era altra possibilità di fronte ad un’ attacco che chiedere un’ affronto e la cosa ardua era di certo cercare di resistere per non pentirsi di una innocente resa.


Capitolo II

Era ormai pomeriggio!! Un militare si accorse che dentro di lui c’era un piccolo sentimento che veniva sviluppandosi come un fiore ben curato che diventava un qualcosa di bello e non mutevole con poco tempo com’era il clima da poco trascorso.
Da poco tempo il sole era di nuovo in alto nel cielo che sembrava rischiare di appannare la nostra vista in quanto la luce era a volte guardare quel disco accecante e nello stesso tempo forte e vigoroso come se fosse fonte di vita.
Da adesso in me Dario era presente un ricordo quello cioè di una giovane Cartaginese che pensava solo al proprio bene mentre la mia anima apparteneva a un ragazzo e ad un soldato romano.
I giovani mi dicevano i miei genitori sono veloci all’ ira mentre schierarsi sul campo di battaglia mi avrebbe fatto propendere per una forma di carattere migliore che mi avrebbe portato al successo in molte occasioni.
Ore di pioggia e poi… il cielo si veniva asciugando visto che anche le nuove nuvole sembravano rischiarare loro stesse visto che erano tornate di un bel colore.. dopo avere gettato sul mondo il loro carico d’acqua che se non avrebbe portato alla fine della lite di certo ci avrebbe fatto guadagnare un malanno che se poteva sembrare qualcosa di malsano ci avrebbe fatto usare qualche tisana e niente più.
Il vento non soffiava giusta una brezza dopo la piccola tempesta che ci aveva colpiti!!!! ma in Dario c’era sempre presente il volto di quella fanciulla che sembrava sorridere a Cartagine sia perché aveva un atteggiamento che non era quello tipico delle nostre terre ma anche perché la vita scorreva e si affilava la spada con la costruzione di alcune lance.
Dario era molto forte con la spada e lo aveva dimostrato in battaglia e i genitori erano benestanti ma sapeva che c’era un problema su di lei in quanto era straniera e per giunta nemica del suo popolo.
Il popolo Cartaginese non era per niente simile a quello romano visto che non c’era fra di loro la ben che minima compatibilità e allo stesso tempo sentimmo un suono proveniente dalla base nemica che annunciava un nuovo scontro.
Indossammo l’armatura e ci avvicinammo alle mura difensive che erano fatte con pali di legno che non erano certo robuste come le loro mura che erano blocchi di pietra e allo stesso tempo erano alte e ben costruite fatte per durare non con materiali che richiedevano continua manutenzione come il legno che anche se consegnato nelle mani da un esperto falegname tutto faceva propendere per un ottimo lavoro di sistemazione dei pali.
In certe situazioni di lotta bisognava comportarsi in un certo modo che era come vivere con un continuo pericolo di scontro bellico che era forse nefasto per ogni persona al mondo.
Radunammo le forze militari umane e tutte le armi che riuscivamo a trovare quando tutto ad un tratto pensammo perché udimmo il suono di uno strumento musicale e che come se non vi era altra scelta un graduato gridò:
In marcia!!!.
Quindi l’avamposto si mosse e tutti quanti erano in fase di scontro con il vessillo che avanzava di fronte ha noi come per presentare l’ esercito agli avversari che levavano la spada dal fodero e nello stesso istante iniziarono a correre gridando a squarcia gola che a più non potevano…!!! erano quindi molto feroci.
Molti correvano all’ impazzata gli uni verso gli altri e ad un certo luogo non ben precisato ci furono delle dipartite in delle zone indicate sulle carte geografiche che venivano disegnate dagli esperti del tempo che ridendo e ubriacandosi dimostravano il loro valore di cartografi.
Vedendo il mare da lontano… sentivamo il bosco intorno a noi che aveva una vita che era rigogliosa… le piante cioè crescevano velocemente ma Dario amava piccoli arbusti e cespugli vari che regalavano frutti durante la loro stagione che arrivavano puntuali tutti gli anni che attraversando i secoli giunge sino a noi facendo crescere così tanto gli alberi da farli vivere molto più degli uomini tanto che basta ad essere più longevi di noi che sembriamo formiche rispetto alle loro altezze che se si innalzano da un far così longevo da sembrare di toccare le nuvole che rassomigliano a dei dolci ma alla calma del cielo corrispondevano le liti e scorribande della terra che sembrava sorridere alla vita di questo sole così caldo raffreddato dalla violenza dei colpi di spada e dai movimenti delle lance che si comportavano come trafitti dalla loro stessa crudeltà.
Iniziò un attacco armato verso Dario da parte di due Cartaginesi ma il loro modo di fare non ebbe successo perché il prode romano rimase ferito ad un braccio ma allo stesso tempo colpì uno dei due contendenti che cadde a terra a seguito dell’impatto come se non c’era nulla di una maggiore capacità offensiva e tutti asserivano che Dario era un buon condottiero e allo stesso tempo non si voleva dire proprio un gran che del fatto che nulla si osava di più del nostro fide condottiero.
Ad un certo punto non si credeva possibile che avrebbe avuto la meglio anche sull’ altro antagonista ma così è stato costretto a cedere visto che il romano ha avuto una gamba ferita ma restava comunque il più forte infatti una volta tolta la spada al Cartaginese a quest’ultimo restava poco da trionfare.
Come se non ci fosse scelta la soluzione di rapire quella ragazza gli sembrava la cosa migliore e così che avvenne una notte di qualche tempo dopo e la cosa migliore che appariva al suo cervello era quello d’indicarle una soluzione..!!! quella cioè di chiederle se conosceva abbastanza una lingua comune che avrebbe consentito loro di poter comunicare quando volevano e la soluzione era unione.
Le fu preparato un pasto caldo accompagnato da del pane di giornata che gli venne servito in breve tempo proprio per saziare un appetito che come normalmente accade avrebbe portato a una grande fame.
Il fatto si veniva delineando come un gioco tra chi è più forte e chi è più debole come se la forza vincente sia quella brutale e non quella usata con capacità di scelta.
La ragazza mangiò quello che le veniva offerto e quasi di colpo per la velocità che aveva nel masticare bevve tanta acqua e un poco di vino e se ne andò ha sedersi su di una sedia che le appariva comoda e in effetti lo era … ma alla porta di quella stanza un lucchetto impediva di oltrepassare la porta che ha giudicare dall’ aspetto doveva essere robusta.
È infatti tale doveva essere vista la sua altezza che faceva pensare non alla comune tenda militare.
Ad un tratto del fiume che lambiva il mare… Dario pensava a cercare di leggere libri di fortunata gloria ed era riuscito a trovarne un paio la cui lettura la dovevano calmare ma così non fu.
Ecco un soldato comune fare rapporto indicando perdite sia di uomini che di armi e il comandante affermare:
Siamo troppo pochi!!!
Come era possibile in tutte le ere sin dalla nascita del mondo ad un tratto il guerriero incontra un periodo di pace… e la giovane capì perché non l’avevano uccisa e così non accadrà mai aggiunse Dario fin che il fato non vorrà. Come se incredibilmente la spada guidasse il braccio pensò d’iniziare la conoscenza facendole vedere come si usa un’arma da taglio e cercando di farle capire che adesso era legata alla città di Roma e non più alle sorti di Cartagine che era sì forte ma presto sarebbe caduta sotto la potenza romana.
La ragazza tranne brevi increspature linguistiche riusciva a comunicare con Dario che pareva solerte nel risponderle che tutto andava bene e che la preferiva alle altre sue coetanee.
La ragazza sembrava come incredula a tutto quello che le stava accadendo ma non sapeva il futuro che le veniva progettato con una piccola omissione quella cioè che per essere coniugata con Dario i suoi genitori la volevano come figlia di genitori romani.
Come se il protagonista di epiche avventure volesse decantare hai posteri le sue vicende tramite futuri cantori di gesta eroiche così avrebbero di certo raccontato di nuovi mondi scoperti da un condottiero e dalla sua compagna romana considerata tale di origine.
L’origine doveva essere nascosta hai più e Dario diede dei sesterzi ha coloro che sapevano la verità…!!!
Lì aveva saccheggiati nei suoi interminabili viaggi che lo avevano dì già condotto per vie sconosciute e per percorsi ignoti.
Come quindi la giovane capì tutto gridò per il suo futuro e fu quindi lasciata sola per farle capire che la stavano costringendo ma allo stesso tempo che sarebbe vissuta in ricchezza… come poi se tante grida servissero a qualcosa .
Ad una certa ora non sapeva che cosa pensare!!! se cercare di riflettere e farsi ritornare in memoria fatti inerenti le persone uccise… i regali di qualche corteggiatore… e tutta la sua esistenza in perfetta armonia con la sua vita e adesso il buio…!!! che facevano pensare che il mondo stava cambiando e in un modo che non ci si aspettava.
Come ci si aspettava da tutti i Cartaginesi era ovvio pensare che la società che avevano costituito era diversa da tutta la civiltà romana in quanto anche tra i giovani era stato sottolineato che c’erano molte diversità di vedute come se il mondo che li divideva era in contrasto sin dalla prima guerra punica.


Capitolo III

Con fatti che non credevano in vuote reminiscenze… il mondo e la vita erano cambiati ma in meglio o in peggio?
Questo era un divario interiore che le arrovellava l’anima ma che non riusciva a risolvere se non con implicazioni sentimentali infatti quei cartaginesi uccisi in battaglia erano suoi amici sin dall’infanzia e quindi per lei era difficile accettare tale situazione visto il suo attuale vissuto.
Essere Cartaginese oppure essere Romana garantiva un altro status ma di certo non era la stessa cosa perché la società non era la stessa!! e neanche il modus vivendi poteva esservi paragonato.
Le persone parlavano attraverso le sbarre della finestra e lo stesso era per Dario che al calar della sera si avvicinava per cercare di spiegarle i fatti che sapevano di grottesco e anche di speranza per il futuro… ecco perché tutti gli dicevano che la doveva informare sui fatti che lo riguardavano come ad esempio la data del suo giorno di nascita oppure i nomi dei suoi genitori o i suoi giochi preferiti… ecc…
Lei per molto tempo non rispondeva e non rispose per molti giorni visto che la sua calma apparente nascondeva una indole molto riflessiva.
Dario era fatto come tutti i soldati giovani Romani che appartenevano a una certa classe sociale che sostenevano che la cosa giusta era dividere la propria esistenza con una compagna e così pensò che la cosa migliore era quella d’imparare alcune usanze che la riguardano più da vicino.
I militari si univano nei ricordi di battaglie passate vantandosi e allo stesso tempo asserendo che erano sempre a fil di spada e considerando che non sapevano come vivere senza armi ma lei rispondeva dicendo che non sapevano i Cartaginesi combattere così tanto solo per mire di conquista che ad un certo momento la spada non era solo l’amica di noi esseri umani lo erano infatti solo gli stessi compagni d’armi che se erano della sua stessa bravura di certo non potevano pensare ad altro che ad una migliore difesa e che nelle liti era lo scudo mentre nel dialogo era l’amicizia.
Di certo non comparirono nei pensieri di Dario molte frasi aggressive verso Cartagine perché cercava un approccio mansueto che avrebbe portato alla vittoria creando prosperità per tutti e che se ridevano di ogni situazione la gente della sua importanza facevano discorsi meno politici di fatti riguardanti i sentimenti di una giovane che sebbene Cartaginese sapeva essere proprio adatta ma purtroppo straniera come lo era la sua stessa volontà quella cioè di non sentirsi Romana perché non da questi accettabile come la stessa cosa voleva dirsi per il modo di vestirsi.. la religione e quant’altro.
Gli animali che possedeva gli garantivano una rendita che lo rendeva capace di essere benestante in quanto costituivano un concreto guadagno e lo stesso dicasi per la proprietà terriera che gli garantivano i suoi avi calcolando anche le sue capacità belliche e quello che avrebbe rappresentato la sua carriera militare .
Di certo come non credere che tutto sommato la cosa migliore era tornare il più presto possibile a casa che visto quanto vi aveva creduto in Roma vi aveva giurato fedeltà e obbedienza che se sapeva quanto costava di certo non sapeva come fare a togliersi i fregi militari che sembravano cuciti addosso a lui tanto ne era legato.
Come fare a non sentire il peso di una certa situazione quale quello di appartenere ha una dinastia ricca e allo stesso tempo socialmente importante.
Come era la sua dinastia d’appartenenza che veniva enunciata come dotta!!!! poteva venir consolidandosi una certa dose di coraggio nel considerarsi buon soldato prossimo alla promozione in campo di guerra siccome le sue gesta erano intese come di una persona che era e poteva essere chiamata impavida .
Nulla era di certo per il suo cuore di ragazza il suo nome era Aska ed era di bell’ aspetto e allo stesso tempo era di un fare compatibile con i romani che come è facile da dimostrare conoscevamo altre lingue e altre usanze come ci si aspettava da che detiene un così grande territorio.
Le persone che hanno deciso delle sorti di Roma sono più imponenti e importanti perché appartenenti al suo controllo mentre quella di Cartagine erano meno rinomate ma Aska sapeva che doveva far capire a chi l’ascoltava che genere di persone erano per comportarsi in questo modo… costringere cioè una persona ad una ribellione che le sarebbe costata la vita visto che tutte quante sapevano che lei era destinata a un Cartaginese che le avrebbe chiesto di vivere con lui da lì a poco tempo.
Il Cartaginese era un’amico della ragazza che ad un certo punto non si sarebbe meravigliato del comportamento Romano in quanto secondo lui era un popolo che ha creato molto scompiglio per il mondo che sebbene non era da meravigliarsi avrebbe comportato tanti danni a svariate dinastie viste le scorribande che facevano per terreni incolti e terre lavorate a campo e villaggi lontani chilometri l’uno dall’ altro che erano portati come a una situazione di molteplici avamposti che desideravano continue mira di conquista che non si sottoponevano a nessuno perché Roma doveva vincere sempre e mai chinare il capo.
Roma era la capitale del mondo conosciuto che come se incredibilmente era foriero di tanta gloria ad un certo istante era voluta come la regina del mondo.
Il ragazzo Cartaginese era perito in battaglia… morto quindi da eroe ma per Aska era troppo accettare questa situazione e inveì verso Dario ma questo mantenendo la calma sottolineò il fatto che è vero che appartenevano a due ere diverse ma doveva capire che la pace nei loro cuori era possibile.
Poi accadde che la temperatura si abbassò e iniziò a piovere eravamo però in autunno e ne derivava una stagione molto piovosa tanto che sembrava che durante quell’anno il mare e quindi l’acqua avrebbe avuto il sopravvento per il fatto che tanto se ne trovava in cielo e tanta ne sarebbe derivata sulla terra .
Ad un tratto l’acqua cadeva in abbondanza come a significare che il mare era fatto della sua stessa sostanza e invece del campo militare un lago.
Ora visto che da certe insenature quali gli spazi che fanno penetrare l’acqua da sotto la porta e visto che alcune tende dove riposavano maggiormente comuni soldati erano tendenti a riempirsi di alcuni centimetri di questa sostanza liquida così ostile per forza di cose molto meglio conservate erano le armi che si trovavano nell’ apposita costruzione che era piuttosto ampia e di certo era costruita in legno per la loro importanza che come tutti pensavano erano di vitale importanza per la riuscita dell’operazione bellica.
I soldati si improvvisavano come persone che detenevano il controllo mediante delle scuri e avevano tramite alcuni tronchi da far sì di erigere delle barriere che si frapponevano come di ostacolo al suo passaggio e di certo era la cosa migliore da fare al suo avvicinarsi e aumentare.
Una cosa era in assoluto ben visibile cioè la sua forza che non poteva essere respinta con una comune battaglia.
Molte volte è accaduto come per un incanto dicevano alcuni più maturi che in quelle terre quando c’è un temporale è sempre abbondante ma poi finisce di colpo.
Il mondo era quasi tutto in evoluzione diceva Dario ad Aska che sebbene non finisse con una battaglia allo stesso tempo considerava come assolto il debito che aveva nei confronti dei suoi genitori cioè riportare a casa una Cartaginese e questo era quanto di meglio desiderava in quanto la sua discendenza egli diceva aveva guerrieri che conquistavano quanto gli era possibile conquistare che se consideravano tutto realizzabile allo stesso tempo pensavano che tutto era volto a mire espansionistiche e questo era quanto di certo si desiderava come credibile e questo era quello di realizzabile come con fatti che sembrano voler realizzare tutto quello che appare vicendevolmente risolvibile come con fatti che si venivano dipanando.
La notte Aska sentiva piccoli animali selvatici che si muovevano nelle vicinanze della cella … e il guardiano sembrava come adorare quella posizione di potere che vincolavano la giovane ad essere rinchiusa come se la prigione… e il carceriere aveva questa pretesa… dovesse essere un posto per lei accomodante .
Come dirimere questa situazione se non con un patto di non belligeranza… per la durata della vita della ragazza!!! questo poteva essere realizzato solo parlando e facendo una dichiarazione d’intenti con la ragazza ma mentre la richiesta proveniva da lui nei confronti di un suo superiore… era solo quest’ultimo che aveva l’autorità che gli proveniva da Roma di poter fare tale accordo.
L’accordo andava siglato da ambo le parti e allo stesso tempo andava riservato entro un territorio che paragonate alle conquiste romane era ben poca cosa.
Le cose sembravano iniziare a comporsi come se non volessero in assoluto derivare da qualche approfittevole decisione volta alla conquista nel futuro di

Alla fine il mondo era cambiato è lo stesso era per Cartagine che doveva subire un’ arresto nei fatti di nuove soluzioni di armeria e allo stesso tempo la pace era possibile.
Ma sarebbe stata possibile e per quanto tempo ? .
L’accordo prevedeva infatti una pace che sarebbe durata per gli anni di vita della giovane e allo stesso tempo per un territorio molto circoscritto tale era infatti quello che volevasi realizzare e tanto sarebbe bastato .
Era molto complesso mettere d’accordo due popoli che parevano essere tanto differenti che come se non volessero comunicare solo fatti di guerra ad un certo momento con le nostre migliori intenzioni non poteva altro realizzarsi che una riflessione su fatti che sanno di storia e allo stesso tempo su fatti che fanno propendere per una possibile soluzione del conflitto.


Capitolo IV

La capitale sosteneva che ad un certo punto bisognava mettere tutto nero su bianco e allo stesso momento occorreva che coloro che mantenevano le fila di tutto potessero sedersi intorno ad un tavolo e allo stesso momento stilare un accordo visto che Dario era molto sentito tra i Romani.
Come i fatti venivano prospettati dal nostro eroe diceva la guarnigione…!!! Dario sosteneva che Aska doveva vestire con altri panni più consoni a quelli del glorioso e sempre immortale città come se l’immortalità di Roma vivesse prima in noi e poi nelle persone che vi abitano e la vivessero in continuazione.
Con vari vicissitudini storiche tanto le persone comuni e quanto i militari sembravano volessi accordare!!! inviate quindi le missive e quanto di necessario occorreva per i necessari preparativi che tutto fosse pronto… compreso il banchetto che si cercava di realizzare all’ altezza di palati delicati.
Come se i fatti sembravano una verità che sarebbe finita sui libri di storia altro non né sarebbe derivato se non una vittoria per tutti noi così fu detto di certo all’ inizio del banchetto serale e di certo non sapevamo che ora era in quanto l’orario derivava dalle stelle del firmamento che sembravano brillare molto in cielo forse per sorridere del fato visto che era molto differente il nostro destino.
Per i fatti che stavano succedendo nei vastissimi territori conquistati ci rendevamo conto che quella zona era divenuta un’ isola felice e allo stesso tempo Aska con capelli sistemati come le ragazze Romane e un altro genere di vestito pareva ancora più bella forse perché più simile all’ ideale che aveva Dario di lei.
Aska era alta con capelli curati e pochi gioielli addosso.
I gioielli sono una cosa ha cui tenevano molte donne Romane sia per i genitori che per i promessi fidanzati visto che erano soliti di questo tipo di regali e che erano favorevoli a considerarlo un investimento finanziario .
Per queste considerazioni la giovane sembrava non prendere sul serio queste cose in quanto secondo la sua cultura non erano importanti e questa cosa era da intendere non solo per quell’età ma anche in prospettiva futura.
In quei giorni dopo quel brutto temporale vi erano succeduti giorni con una temperatura alta e Aska è stata invitata a uscire da quella brutta cella e allo stesso tempo le volevano mostrare com’ era il campo per assicurarle che era una buona cosa.
Di certo lei iniziava bene a capire la lingua di Dario ma allo stesso tempo iniziava bene a imparare le loro usanze e questo la faceva riflettere su quale poteva essere il suo possibile ambiente futuro.
Come se non poteva far altro che la guida!!! le veniva mostrato anche il deposito d’armi che pareva farle desiderare di allontanarsi il più possibile da quel magazzino visto che le faceva pensare all’ odio del suo popolo per i romani e allo stesso tempo sembrava come intimorirla.
Ad un certo punto disse una parola Aska che come se non sembrava riuscire a farglielo capire bisbiglio:
Troppo in fretta.
E’ come se Dario non se l’aspettasse cercò di tranquillizzarla.
Ora i campi tutt’ attorno erano coltivati poco e male perché se la natura doveva avere il suo giusto tempo per far sì che si riprendesse il proprio spazio di certo doveva trascorrere qualche stagione.
Se il vento soffiava in modo delicato che non percorreva altro che chilometri fra i prati la vita iniziava ad apparire normale.
Come se non volevasi altro proferire la voce di Aska soffocò in lei come se non desiderasse altro che scomparire e la stessa sorte era toccata a molte delle sue genti… ma questo non le comportava altro che solitudine.
Aska considerava Dario come qualcuno che doveva conoscere come se non le pareva di capire i suoi ragionamenti ma il tempo era propizio per altri sentimenti ma purtroppo non sapeva bene quali.
Come mai però i soldati amici di Dario la vedevano sempre come una persona da tenere a bada?
Di certo era una persona non nata da genitori romani quindi avrebbe fatto un pessimo ingresso in società e non sarebbe stata mai considerata come un appartenente a quella cultura visto che la sua origine era differente! siccome era considerata straniera e come una giovane donna che aveva approfittato della sua bellezza per vincere la resistenza di Dario nel cedere al suo corpo … comportava che venisse considerato come irrilevante da parte dell’eroe romano in quanto sapeva come aveva fatto a conoscerla e nello stesso teatro scatto in lui il fato.
Come ridere quindi con i propri commilitoni in quanto pensava che loro avevano un’idea sbagliata su Aska che poteva apparire anche come una persona con un destino particolare ma il problema adesso era farla accettare hai genitori in quanto la madre era dell’ idea di scegliere chi si comporta da Romana perché nata da Romana quindi pensò di inviare un messaggero… una persona cioè fidata che avrebbe ben inoltrata la donna nel palazzo come se non vi fosse altra esistenza per lei che comportarsi da persona che doveva continuare a vivere.
Fu scelta una persona amica di Dario che voleva che dovesse comportarsi in un certo modo sia come membro della squadra che come uomo che doveva raccontare di come avevano fatto a conquistare Aska sia come primo atto di rapimento e inoltre come donna da conquistare in quanto all’ eroe pareva la cosa migliore da fare e questa era in assoluto un suo pensiero costante che doveva fare bene le presentazioni ed era di certo proprio un chiodo fisso ed è quanto pareva giusto combinare sapendo che lei non ha parenti da invitare nel palazzo in Roma e le persone sono tutti diffidenti perché di sangue nemico con la coscienza e la rassegnazione che in un futuro che non era proprio prossimo l’avrebbero riabilitata.
La riabilitazione del nome e della giovane era un atto dovuto che avrebbe portato alla sua unione con Aska i cui parenti e amici erano periti in battaglia e questa cosa avrebbe portato alla fine della sua dinastia ma il fato o il destino come lo si voglia intendere avrebbero portato ad un altro risultato.
Ma il destino era oscuro e bisognava scriverlo bene come se ci fosse in quel cuore una flebile speranza di una vita migliore.
Fu deciso quindi il giorno per il ritorno nella Città Romana che era fissato per da lì a pochi giorni e non poteva certo Aska aspettarsi chi sa quale incontro trionfale in quanto Dario sapeva cosa aspettarsi cioè gloria per lui e allo stesso tempo risentimento per i caduti romani in battaglia che gli facevano capire come non bastasse ricordarsi di un passato glorioso.
Comunque fatti i preparativi dovuti il viaggio iniziò e sebbene fosse lungo e fatto su navi e con cavalli su terra il ritorno poteva considerarsi tranquillo tanto che non gli accadde nulla di particolare a nessuno dei due.
I genitori incontrarono Aska in modo di certo silenzioso all’interno della propria anima e di certo erano consolanti le parole del messaggero ed erano evidenti i sentimenti del figlio!! ma c’era sempre un problema quella cioè di accettare una pace tra fazioni ma non era comunque per loro concepitile proprio una Cartaginese!!! ma si sa che il tempo aiuta le ferite a guarire e allo stesso tempo aiuta il mondo a cambiare.
Il mondo avrebbe ancora conosciuto Dario in battaglia e Roma avrebbe conquistato Cartagine e così ancora nuove terre e la sua gloria sarebbe stata per sempre lasciata all’ eternità ma questo valeva anche per Aska in quanto accettata dal popolo vincitore.
È in lei la vita sarebbe continuata vivendo nuova gioia.
Fine.


Indice

Capitolo I
Primo Periodo

Capitolo II
Secondo Periodo

Capitolo II
Terzo Periodo

Capitolo IV
Quarto Periodo



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